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Edizione provinciale di Gorizia


TROFEO ROCCO - Al Deportivo Cali una finale da brividi (18-17)

La squadra colombiana ha superato dopo un'interminabile serie di rigori i messicani del Chivas, aggiudicandosi il prestigioso torneo

Una finale infinita, decisa solamente dalla roulette russa dei calci di rigore, con tanto di “gol-non gol” sull’errore decisivo: è servito un vero e proprio thriller per decidere la 34esima edizione del Torneo internazionale “Nereo Rocco”, che vede per la prima volta trionfare i colombiani del Deportivo Cali. Del resto i biancoverdi erano già sopravvissuti altre due volte nel loro cammino alle forche caudine dei penalty, anche grazie al loro amuleto e pararigori Molina Dominguez. Quel che è certo è che dopo un triennio di successi italiani, il trofeo torna a sorvolare l’oceano.
Dopo un inizio piuttosto manovriero ed intraprendente da parte dei messicani, al primo vero affondo sono i colombiani a passare: Depor avanti grazie all’incornata di Hidalgo Llanos, che stacca di testa imperiosamente in un’area piuttosto trafficata sul corner di Cabezas Rodriguez. Il gol sembra quasi sciogliere i sino a quel momento timorosi biancoverdi, che si rifanno vivi in altre due occasioni: al 13′ con Mulato che innesca Garcia di tacco (palla a a lato) e con una bella ripartenza in cui ancora lo scatenato Llanos viene contrato proprio in extremis a lato da un difensore rossonero. Il Chivas sembra non riuscire a scrollarsi di dosso la “scimmia” dello svantaggio e continua a rischiare sulle fiammate – per quanto intermittenti – del “depor”: come alla mezzora, quando è Caicedo Valencia a inzuccare di testa verso lo specchio sugli sviluppi di un corner, ma è provvidenziale ancora una volta la deviazione di un difensore. I centramericani provano a scuotersi con una punizione di Garcia dai 25 metri, alta sopra la traversa.
Nella ripresa il Chivas prova a coprire meglio gli spazi con una manovra più avvolgente e l’ingresso del terminale offensivo Ponce Casas, ma alla squadra di Guznan manca sempre la profondità. Ci prova l’interessante Jimenez Quintero, quasi un regista esterno, ad accendere la gara con un paio di fiammate nei primi 10′ del secondo tempo, ma sempre senza vedere lo specchio della porta. Ed è ancora lui, al 22′, ad impegnare Molina dopo una bella azione in combinazione con Ponce Casas in versione pivot: para a terra l’estremo colombiano.
Il Deportivo si rivede poco prima di metà frazione, con un’inzuccata di Llanos Hidalgo che lascia di sasso Sanchez ormai battuto: palla alta di un niente. La sfida si potrebbe chiudere quando Mulato Palacios sfoga tutta la sua potenza in contropiede: brucia il diretto avversario e conclude potente, Sanchez respinge in corner. La sfida pare in ghiacciaia ma ci pensa Mireles Garza a rimettere tutto in discussione: grande verticalizzazione e Garza scarta anche Molina per poi insaccare sul palo lontano il gol liberatorio: 1-1. Reagisce rabbioso il Cali, quasi subito, con un diagonale di Luna bloccato a terra da Sanchez. Il finale di tempo è rovente, con una doppia espulsione (dei due migliori per parte: Mulato e Quintero) per una brutta gazzarra a metà campo.
Nel primo overtime è il Chivas ad andare vicino al colpo gobbo ancora con Garza, lesto a scartare il portiere che però riesce a costringerlo ad allargarsi: il puntero tenta comunque la conclusione da posizione impossibile, ma la sfera è salvata sulla linea di porta. Nei supplementari non succede nulla di rilevante: serve il crudele epilogo dei rigori, che ad oltranza premia la maggiore freddezza dei colombiani.

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DEPORTIVO CALI - CHIVAS GUADALAJARA 18-17 dcr (1-1)
Gol: 9′ Hidalgo Llanos, st 33′ Mireles Garza

DEPORTIVO CALI: Dominguez Molina, Laurido Ballestreros, Silva Rengifo, Caicedo Valencia, Valencia Candelo, Perea Loboa, Cabezas Rodriguez, Mulato Palacios, Luna Garcia, Hidalgo Llanos, Cantillo Castillo (Perez Bermudez). All. Patino Alvarez

CHIVAS: Cendejas Sanchez, Jimenez Quintero, Mireles Garza, Gonzalez Alba (Ponce Casas), Rodriguez Cabrera, Yanez Cervantes, Gomez Garcia, Perez Bouquet, Murillo Virgen (Sanchez Ramirez), Martinez Ruiz, Levya Cortes. All. Guznan

ARBITRO: Moschione di Gradisca d’Isonzo.

NOTE: espulsi 39′ st Mulato Palacios e Jimenez Quintero; ammonito Garcia.

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MIGLIOR GIOCATORE: Josè Daniel Mulato Palacios (Deportivo Cali)
CAPOCANNONIERE: Manuel Ponce Casas (Chivas Guadalajara) 3 reti
MIGLIOR PORTIERE: Jean Paul Dominguez Molina (Deportivo Cali)
MIGLIOR TECNICO: Juan Alfaro Guznan (Chivas Guadalajara)

ALBO D’ORO 1986 Milan; 1987 Milan; 1988 Lazio; 1989 Real Madrid (Spagna); 1990 Argentinos Juniors (Argentina); 1991 Fiorentina; 1992 Real Madrid (Spagna); 1993 Argentinos Juniors (Argentina); 1994 Colo Colo (Cile); 1995 Argentinos Juniors (Argentina); 1996 Argentinos Juniors (Argentina); 1997 Goldfields Accra (Ghana); 1998 San Paolo (Brasile); 1999 Cruzeiro (Brasile); 2000 Inter; 2001 Slovenia; 2002 Cruzeiro (Brasile); 2003 Corea del Sud; 2004 Atletico Mineiro (Brasile), 2005 Juventus; 2006, 2007, 2008: Atletico Mineiro (Brasile), 2009 Milan, 2010 Colo Colo (Cile), 2011 Empoli, 2012 Colo Colo (Cile), 2013, 2014 Coritiba (Brasile), 2015 Midtyjlland, 2016 Atalanta; 2017 Venezia; 2018 Bologna, 2019 Deportivo Cali (Colombia).

L’Ufficio Stampa    

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  Scritto da La Redazione il 01/09/2019
 

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